Il Sentiero dei Gufi
Un sentiero anche per famiglie, alla scoperta di animali fantastici
Proprio per caso avevamo deciso di trascorrere una domenica in montagna a camminare su un sentiero che potese essere alla portata di bimbo. Alcuni amici ci hanno proposto il “Sentiero dei Gufi”, che si trova a Venaus, circa 1 ora di macchina da Torino.
Trovare parcheggio nel paesino, peraltro splendido e che varrebbe la pena visitare, è facile; ne esiste uno proprio vicino all’imbocco del sentiero, dietro una casa bassa che è la sede dei volontari AIB di Venaus, in piazza D’la Marghera.
Una volta parcheggiata la macchina si segue via Roma, in direzione della Provinciale. A metà strada si nota il grande Spaventapasseri e poco dopo una statua di legno che raffigura un gufo e alcuni piccoli gufetti più sotto (vedi foto). Il viottolo sterrato ma carrabile (attenzione! Riservato solo ai residenti) è l’inizio del sentiero dei Gufi.
Si snoda nel bosco, e ci sono molti punti ombrosi. In autunno, stagione in cui abbiamo fatto il persorso, faceva un po’ freschetto, quindi consiglio di portarsi il necessario per coprirsi.
Piccola precisazione, ma fondamentale: il sentiero dei Gufi che sto descrivendo è denominato “Basso Sentiero”. Ne esiste uno che parte da più in alto, e che forse è un po’ più faticoso per i bimbi. Magari sarà oggetto di una recensione dedicata… fra qualche anno :).
Il sentiero non presenta difficoltà alcuna, solo bisogna fare attenzione a due guadi di torrenti, comunque molto tranquilli, e ad alcuni pezzi in cui la strada sterrata (si chiama Sentiero ma, in realtà, non lo è) costeggia dei dirupi con sfasciumi e pini molto alti. Basta fare attenzione e dare delle regole ai bimbi già prima di partire, in modo che poi si possa camminare tranquillamente.
La passeggiata prevede anche due pezzettini da percorrere su strada asfaltata, ma molto poco frequentata in quanto circolano sono alcuni residenti che la usano per raggiungere le abitazioni o i campi.
Alla fine del sentiero Basso si raggiunge la cappella Titabò, molto carina e sembra essere sempre aperta: all’interno c’è anche il “libro di vetta”, dove si può scrivere il nome dei partecipanti della gita e un saluto. A 10 metri dalla cappella c’è un’area attrezzata con tavoli e panche in legno, un simpatico cannocchiale a forma di gufo e alcuni cartelli che spiegano alcune caratteristiche di questi fantastici animali.
Lungo il percorso ci sono altri cartelli che raccontano la vita di gufi e allocchi, oltre ai cinghiali che frequentano la zona, e alle salamandre gialle e nere (che purtroppo non abbiamo visto).
Lungo il percorso c’è anche quello che rimane di una grotta/riparo usato durante la seconda guerra mondiale.
ATTENZIONE!! Lungo il percorso non c’è acqua: consiglio di portarsi dietro 3 litri per due adulti e due bottigliette per i bimbi. Anche se, lungo il percorso, è possibile notare un tubo in plastica nero che forse potrebbe essere una sorgente… non abbiamo assaggiato l’acqua perchè è sempre meglio non farlo se non si è totalmente sicuri, soprattutto con bimbi al seguito.
Consiglio questa gita? Certamente, anche se non è facile vedere i volatili o sentire il loro verso, rimane comunque una bella passeggiata alla portata di tutti: eravamo due famiglie con un totale di 4 bimbi, tra i 2 e i 5 anni, e non abbiamo avuto alcun problema.
Chicca finale: lungo la prima parte del sentiero, appena partiti dall’abitato di Venaus, si costeggiano diversi castagneti che non sono considerati proprietà privata… e ho detto tutto… recensione sulle castagne? Direi ottime e alcune di dimensioni davvero esagerate.
Ultima nota: consiglio di visitare il sito internet citato all’inizio del post, perchè fornisce informazioni utili per avvistare i rapaci notturni. Chissà, magari un giorno ripeteremo l’esperienza di sera…